Uvaggio che si ottiene dalla tradizione vinificazione delle uve Croatina, Barbera, Uva rara e Ughetta Vespolina.
Raccolta a mano e in cassetta, seguita da una meticolosa opera di selezione al fine di ottenere l’eccellenza assoluta.
Oggi in fiera a PiacenzaExpo
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La Storia
Buttafuoco
Il nome pare derivare dal dialettale “al buta me al feugh”, che significa: “scalda – risveglia come il fuoco”, in relazione al fatto che si tratta di un vino di carattere e corpo.
Una leggenda della seconda metà dell’‘800, narra della Marina Imperiale austro-ungarica che varò una nave a cui fu dato il nome di Buttafuoco in ricordo di una compagnia di marinai dislocati a Stradella per il traghettamento sul fiume Po e occupati a combattere contro l’esercito Franco-Piemontese del Regno di Sardegna in Oltrepò. Più che occuparsi dell’acqua del fiume e dei Franco-Pie-montesi, i marinai si sarebbero occupati del vino delle cantine circostanti compiendo scorribande tra le botti e le bottiglie dell’ottimo vino rosso dell’Oltrepò. La bontà del vino rosso, così denominato Buttafuoco, sempre secondo la leggenda, avrebbe a tal punto mitigato gli animi dei soldati imperiali da renderli facilmente propensi più a operazioni di pace che ad operazioni di guerra contro le truppe franco-piemontesi e la popolazione locale.
Caratteristiche Organolettiche


Alla fine della fermentazione il vino viene sottoposto ad un periodo di affinamento in piccole botti di rovere prima di passare all’imbottigliamento.

Vino di colore rosso rubino vivace con riflessi violacei, profumo vinoso intenso, buona intensità, fragrante, penetrante, con una leggera nota di liquirizia, confettura di ribes con sfumature speziate e lieve sentore di viola mammola; sapore corposo, netto, rotondo e robusto di buona persistenza al palato.
